Gregorio Panelli
Ho 21 anni e il mio percorso nel mondo del fitness è iniziato a 16, durante il primo lockdown. Ho cominciato ad allenarmi in cameretta seguendo i classici video su YouTube, spinto da una profonda insicurezza personale. Ci mettevo tutto me stesso, ma i risultati semplicemente non arrivavano. Agli occhi delle persone esterne ero diventato il classico “fissato” dell'allenamento, ma guardandomi allo specchio il mio fisico non rifletteva affatto i miei sforzi.
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Un anno dopo ho deciso di affidarmi a un coach e iscrivermi in sala pesi. È stata un'esperienza di soli sei mesi – ai tempi potevo andare in palestra solo quando mia madre riusciva ad accompagnarmi per via della distanza – ma ha cambiato tutto. Ho visto i primi veri progressi, ho iniziato a essere orgoglioso di me stesso e ho compreso l'immenso valore di avere al proprio fianco qualcuno che tiene davvero al tuo percorso.
Quell'esperienza mi ha fatto innamorare dell'allenamento e mi ha spinto a studiare in autonomia. Col senno di poi è stata una scelta prematura: se tornassi indietro, mi farei seguire più a lungo. Fare di testa mia così presto mi ha fatto lasciare molti risultati sul piatto, ma commettere errori sulla mia pelle è stata una grandissima scuola. Oggi quegli stessi errori mi permettono di guidare i miei atleti, evitando che perdano tempo prezioso.
Oggi sono un professionista giovane e passo le giornate ad aggiornarmi: studio, mi confronto, metto in discussione ciò che so. È con questo atteggiamento che accompagno ogni persona: continuando a imparare, per far migliorare anche chi si affida a me.